“Abbiamo un corpo che esprime ciò che siamo.
In ogni singolo pezzetto vi è il racconto di storie vissute e di ricordi”
In ogni singolo istante della nostra vita il corpo partecipa agli eventi con grande spirito di adattamento e di compartecipazione.
La sua plasticità fa sì che in ogni situazione le sue parti si muovano in armonia con il nostro percepire la densità del momento.
E’ meraviglioso sentire come le braccia annunciano il nostro bisogno di compagnia attraverso un delicato abbraccio.
Com’è commovente il fremere delle gambe prima di un magico incontro.
Quanto è doloroso il ripiegarsi di una schiena dopo una sofferta rinuncia.
Com’è invadente il riempirsi di un torace prima di una furiosa rabbia, o lo struggersi di una pancia nell’attesa di una risposta.
E noi che facciamo?
Guardiamo il difetto, la non bellezza, la non armonia di questo nostro corpo, mentre ci sfugge la sua impresa eroica di esserci sempre, con dignità e fierezza.
E in tutti i nostri adattamenti, fisici ed emotivi, ci protegge e si trasforma in paladino di piccoli e grandi sacrifici.
Dovremmo imparare a “sentirlo” come uno scudiero, pronto a morire in onore della nostra anima. Ha bisogno di essere compreso, ascoltato, accolto con riverenza e rispetto assoluto.
Se inciampa è perché vuole che sia fermato.
Se si ferma è perché vuole che lo si ascolti.
Se lo si ascolta possiamo imparare a trattarlo meglio.
Come fosse un delicato fiore.
Se lo merita.
Elena
Quiete. Grazie.
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Grazie a te Cinzia.
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Questo corpo spesso ignorato e trascurato ha invece un bisogno assoluto d’essere ascoltato. Lui ci parla continuamente ma noi per svariati motivi restiamo sordi e crediamo di poterlo gestire. È lui che decide. …… quindi restiamo in ascolto!
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Certo Valentina, concordo con te. Basterebbe guardarlo con occhi diversi da quelli del giudizio. Abbracciarlo. Sostenerlo nell’ardua impresa di difenderci.
Grazie
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Sento finalmente la mia presenza in ogni attimo…percepisco dai sussurri o dalle urla del mio corpo l’invito ad essere fiera di lui perché più di così non poteva fare per proteggere e custodire intatta la mia anima pura…connettendomi ad ogni suo segno ora mi è subito chiaro dove è quando mi sono tradita…lui ha pagato ogni volta un riscatto per la mia anima….ridandomi ogni volta la libertà. Questo è meraviglioso! Grazie Elena. ❤️
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Il grazie lo devi a te stessa Paola. Quella libertà tanto agognata ha aggredito il corpo per garantire al tuo cuore la leggerezza dell’animo.
Ti abbraccio
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Cara Elena,
Pura poesia la tua..le tue parole!!!
Sai il mio corpo mi ha insegnato a rispettare. ..
Purtroppo l ho capito tardi il rispetto per lui…sbagliavo a pensare che ci sarebbe sempre stato!!
Poi un giorno ha detto basta…e a ripensarci capisco ora…che è stato un grande urlo per svegliare i miei sensi…Infondo se sono qua,è perché lui mi ha voluto e mi vuole bene!!!
Ho imparato ad ascoltarmi…e rispettare i miei organi
Le mie articolazioni
I miei muscoli
Ora siamo più in pace il cervello ha imparato ad ascoltare anche il cuore!!!❤❤❤
Ti abbraccio con tanto bene.
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Grande traguardo e grande consapevolezza.
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Elena una sola parola che il mio cuore ti vuole dire…grazie….
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Grazie della tua condivisione
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Mi ha colpito molto il passaggio: se si ferma è perché vuole che lo si ascolti. Un esperienza vissuta sulla pelle del mio babbo e che mi ha cambiato radicalmente. Ora si che faccio di tutto per ascoltarlo il mio corpo………bella impresa! Grazie Elena
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E si ferma tante volte Andrea! E poche sono le volte nelle quali rispettiamo questo suo bisogno. Lo trasciniamo a forza in guerre senza fine e disfatte catastrofiche, senza curarci del suo urlo di sofferenza. Anch’io ho imparato questo sulla pelle di mio padre e da quel dolore è nato un pensiero di rivoluzione inarrestabile.
Grazie Andrea
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Sono affascinata da questa meravigliosa macchina chiamata corpo,mi affascina osservare quanto ogni sua parte abbia un compito preciso ma anche come anche la più piccola parte interagisce e collabora per l’insieme.
Abbiamo tanto da imparare da lui…. abbiamo una ricchezza immensa dalla quale attingere informazioni preziose per la nostra salute e non solo.
Grazie Elena l’articolo è stato uno spunto per richiami all’ascolto
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È uno spunto che ho colto nel percepire sul mio corpo acciacchi insistenti e spesso anche troppo limitanti. È difficile resistere alla tentazione di rimuoverli velocemente senza comprendere il senso che v’è nascosto. E che a leggere bene non è così poi tanto nascosto!
Ma quando si decide di cose concederci il tempo necessario all’ascolto e alla lettura corporea ci si accorge di quanto abbiamo mancato di considerazione ad un corpo che ci è stato sempre fedele.
Un bacio
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mancanza di ascolto, considerazione e anche di rispetto verso noi stessi.. Su di me posso dire lo faccio,lo sto facendo..ma è dura accettare di veder soffrire un tuo caro che anche se in parte ascolta ciò che gli suggerisci, non ha energia per cambiare. Una volta mi fu detto smettila di pensare di poter cambiare gli altri.
vero. E da li’ è cambiato anche il mio atteggiamento verso la vita.. però quando hai davanti a te di nuovo quel genitore che volevi cambiare, vederlo stare male e non riuscire a fare di più, resta per me ancora un dispiacere che non riesco ad elaborare più di tanto.
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La componente affettiva vincola con forza e dolore, e vedere un proprio caro soffrire causa un grande senso d’impotenza. L’ho provato e capisco fino in fondo ciò che descrivi. E’ il Tempo che ci fa il regalo più grande. La comprensione.
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Mi permettete una considerazione a proposito? Io credo che la sofferenza aumenti nel momento in cui siamo convinti che non ci appartenga, che siamo particolarmente sfortunati se ci capita di soffrire (questo per qualsiasi motivo). Se invece riuscissimo ad inglobarla come parte della nostra vita, si spera evitabile, ma probabile, forse impiegheremmo maggior energia nel superarla che nel fuggirla, rinforzando così noi per affrontare ciò che la vita ci propone: alle volte anche con un attimo di disperazione.
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Grazie..
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❤
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Ma porca miseria, chi ce le dice tutte queste cose, chi ci insegna tutte queste interpretazioni, chi ci suggerisce il viaggio di introversione attraverso la sofferenza per scoprire dove siamo stati a dir poco disattenti alle nostre esigenze? Noi possiamo essere un piccolo manipolo di fortunati marines che può indicare a migliaia di persone ciò che fino all’altro giorno nemmeno noi sapevamo, e che, purtroppo, anche nel momento della scoperta, comunque non è detto che se ne tragga grande beneficio (io ne sono un fulgido esempio!!!). Quindi d’accordo vibrare, d’accordo prendere atto, d’accordo comunicare la propria presa di coscienza. ma tutto ciò sarà solo intimamente utile ma socialmente inesistente se non esponiamo con la stessa intensità, vibrazione, voce tonante, le potenzialità interpretative del disagio. Cerchiamo di evitare che troppe persone vengano a scoprire tardi ciò che noi sappiamo e che ci accompagna nella nostra quotidianità. Dedicato SOLO a tutti coloro che non l’hanno ancora fatto.
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❤
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Personalmente per passione e professionalità, in questi anni ho cercato di cogliere la maggior parte di sfumature e informazioni sul corpo degli altri. Elena……descrivi magicamente ciò che tutti hanno sempre considerato come i difetti del corpo, e questo inevitabilmente ci condiziona anche se sappiamo cosa c’è dietro!! Devo dire che….quando si guarda il proprio corpo con le sue imperfezioni attraverso gli occhi del cuore……fa molta tenerezza, nasce un senso di gratitudine per averci sostenuto nelle battaglie della vita, e così……lo si accetta, lo si ringrazia! nuove sensazioni…….
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Le tue parole fanno bene , tanto , grazie all`infinito, cara Elena
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io volevo farvi i mie complimenti.ieri ho conosciuto,o meglio ho iniziato a conoscere il vostro metodo con studio 1 un esperienza bellissima che spero di approfondire.
spero e voglio imparare a conoscermi anche attraverso il mio corpo e risuscre a trasmettere cio che siamo veramente.
grazie mille di tutto
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