SOLITUDINE

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Vorrei aver messo da parte briciole di compagnia, pezzetti di risate a squarciagola, frammenti di dialoghi concitati, dettagli di abbracci fugaci.

Sarebbe bello poter fare collezione di attimi, momenti più o meno lunghi di esperienze vissute in compagnia di persone a noi care.

Avere un baule che, all’occorrenza, puoi aprire per usare i ricordi come fossero abiti a cui tieni particolarmente e che ogni tanto indossi per sentire meno greve quel velo di solitudine che avvolge il vivere di alcuni giorni.

Giorni in cui tutti sono impegnati nelle loro vite, freneticamente occupati da progetti, viaggi, amici, sport, lavoro…..e tu sei li che racimoli motivi per tenere fermo il desiderio di rincorrerli o di seguirli.
Alla fine ci riesci.

Giri per casa alla ricerca di faccende il più delle volte non indispensabili ma funzionali a far scorrere il tempo in modo utile.
Lavori e ti sobbarchi di propositi affinché la distanza tra te e i tuoi beni affettivi non diventi una voragine da sopportare.

Appiani le condizioni di disagio perché speri che la tua accondiscendenza possa essere il motivo per invitarli a stare in tua compagnia con il piacere vero e non di circostanza.

Cucini le pietanze più appetitose.
Lustri pignatte, pavimenti, finestre e ogni angolo di quella casa.
Organizzi gite fuori porta allettanti.
Non tedi con domande o interrogatori inopportuni.
Rispondi sempre al telefono anche se sei senza mani.
Ingoi rospi di dimensioni ciclopiche mentre sfoggi il sorriso più luminoso.
Prendi una pastiglia per non far pesare il tuo mal di testa pulsante.

Poi improvvisamente ti rendi conto che è tutto un gran da fare.
Una fatica ciclopica che ti distoglie dal motivo reale di una presunta solitudine.

Ed è il non saper lasciare andare.
Il non sapersi bastare.
Il non percepire il piacere di stare in compagnia di noi stessi.
Il non riuscire a guardarsi nello specchio con attenzione e cura devota.
Il non prendere una pentola e cucinare una deliziosa e sopraffina pietanza solo per il nostro palato.
La solitudine non è una disgrazia o una malattia da curare.
E’ uno stato nel quale godere di tutte quelle possibili attenzioni che rivolgiamo a noi con amore puro e incondizionato.

E’ il modo per reinventarsi e reinventare il vivere, riorganizzare un progetto e ridipingere l’orizzonte.

Ecco che quel baule pieno di ricordi vissuti in compagnia diventa la tavola dove apparecchiare e servire il piacere condiviso ma anche il gustoso e magico momento di intimità con il nostro cuore.

Quel magico momento dove non devi niente a nessuno e nel quale puoi ridiventare il re o la regina della tua vita.

Elena

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di Laura Emili Laura Emili ha detto:

    Grazie di cuore Elena, queste parole in particolar modo, sono fondamentali per me in questo periodo, in cui mi sto reinventando, sto riniziando da zero.E, come penso sia normale per ogni nuovo inizio, la solitudine fa da compagna.Leggerò più volte le tue parole!Grazie!

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  2. Avatar di Yvonne Yvonne ha detto:

    Quando il tanto fare ha un momento di vuoto……ti assale quel disagio che ti fa dire…..adesso cosa faccio per riempire il tempo?…..ti senti sola, persa!……grazie alle tue parole che danno una risposta chiara e concreta, essere soli con se stessi e farsi del bene……voglio provare queste nuove sensazioni!!!…….GRAZIE……

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    1. Avatar di elenacianci elenacianci ha detto:

      E’ proprio il vuoto che ci da l’opportunità di riempirlo di noi!
      Ciao Yvonne

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  3. Avatar di Antonella Antonella ha detto:

    Qualche tempo fa ho incontrato la solitudine….e finalmente ho capito che quella strana sensazione altro non era che Il bisogno di riavvicinarmi a me stessa.
    Ricordo ancora la rabbia che mi portò a camminare lungo un sentiero che si arrampicavava sul monte…..non sentivo nessuna stanchezza salendo ….solo qualche lacrima e miei pensieri mi tenevano compagnia …..
    Quando raggiunsi la vetta,comomciai a sentire la stanchezza e nello spazio libero di un panorama mi resi conto che ciò che volevo era proprio un po di solitudine per restare in silenzio con me stessa assaporando ogni mio respiro ogni mia lacrima ……
    Quel giorno compresi che la solitudine può essere utile per ritrovarsi!!

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    1. Avatar di elenacianci elenacianci ha detto:

      E questa arrampicata è come la vita.
      Una volta raggiunta la cima, con fatica, abnegazione, dolore, e dopo che hai lasciato indietro pezzetti de te lungo il cammino, ritrovi il cuore. Quello che ti racconta la tua verità. In silenzio, con la delicatezza di vento leggero.
      Sola con il tuo essere.
      In compagnia della tua essenza.
      Semplicemente

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  4. Avatar di Emanuela Emanuela ha detto:

    Credo sia l’apice del ritrovamento.
    Io la amo e la odio.. ma se la penso con meno paura , bensì come un vuoto che posso riempire di me, provo beatitudine.

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  5. Avatar di claudio valenti claudio valenti ha detto:

    Si dice che è meglio essere soli perchè si è fisicamente soli piuttosto che stare fisicamente con qualcuno e sentirsi soli poichè in quest’ultimo caso, oltre che alla tristezza, scattano amarezza, delusione, senso di incomprensione e, alle volte, rancore. Credo che il senso di solitudine scatti nel momento in cui qualcosa di fondamentale, per te, ti manca. E magari ti senti un pò in colpa, poichè hai dei figli meravigliosi che, si, non sono mai a casa, ma ti riempono la vita con soddisfazioni o anche con preoccupazioni, e in qualche modo ci sono; hai una moglie o un marito o un partner che, si, egoisticamente pensa troppo al suo diletto, ma non t manca di rispetto e nei momenti importanti c’è, è comunque una presenza; hai degli amici che forse ti chiamano poco, ma sono a portata di voce, possibili presenti in ogni momento di smarrimento o di gioia; hai genitori, sorelle, fratelli con cui, alle volte sonoramente, puoi confrontarti. Pensaci: questa non è solitudine. Oppure hai figli finiti male e nessun contatto con cui confrontarti: questa è solitudine; o un partner che non c’è mai e quando c’è è l’immagine della malvagità: questa è solitudine; o presunti amici che ti tradiscono e non si fanno trovare: questa è solitudine; o genitori, fratelli e sorelle inesistenti che, alle volte, vorresti nemmeno aver conosciuto: questa è solitudine. Infine, quando torni a casa e non c’è nessuno ad abbracciarti: è meno grave, ma anche questa è solitudine. Si, certo, impari a stare solo/a con te stesso, ad inventarti cose da fare per far passare il tempo. Ma quando apri il baule dei ricordi, alle volte ti chiedi: deve bastarmi per il resto della vita quello che è stato o consolarmi perchè nella vita ho avuto tanto che comunque non sarò mai solo.

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  6. Avatar di elenacianci elenacianci ha detto:

    Caro Claudio, ognuno percepisce la sua “solitudine” e non per questo migliore o peggiore, più grave o meno grave di quella degli altri.
    A fare la differenza è il grado di positività che abbiamo dentro al cuore.
    Quello che ti fa osservare gli eventi e gli stati d’essere con i colori della realtà e non quelli della melanconia.
    Quello che ti sprona a fare dell'”altro” e non rimanere in attesa che “l’altro” accada.
    Quello che ti fa aprire un’altra porta dopo che se né chiusa una.
    E a questo punto potrei continuare all’infinito con esempi di atteggiamenti atti alla sdrammatizzazione, ma questo non è un compendio o un vademecum di ipotetiche possibilità alla non solitudine.

    E’ solo un commento verso il mio più caro amico, che mi farebbe felice se facesse tutte le cose che si è ripromesso di fare.
    Io ci spero ogni giorno.

    Elena

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  7. Avatar di paolofois paolofois ha detto:

    Non riesco ad essere solo nemmeno con me stesso.
    In me albergano talmente tanti Paolo da poter fare impallidire Freud .
    Li osservo e ascolto tutti, mi fanno compagnia e mi spingono in avanti o mi schiacciano con disprezzo .
    A volte osservo uno dei me, e provo così tanto disagio che le dita dei piedi mi si arricciano.
    Poi mi muovo come un padre verso di lui , lo accolgo tra le braccia e lo conforto.
    Sto provando a dare fiducia ad ognuno di essi
    Quelli che vorrei non essere stato.
    Con una lacrima li rassicuro e dico loro che andrà tutto bene…che tutto sta andando bene.
    Per quante azione stupide abbia compiuto so che c’è un paolo più grande che potrà perdonarli, per quante ne compiro so che ne incontrerò uno migliore.
    Un abbraccio anche a te Elena .

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