UN AUGURIO

il

Che vita augurare ad un figlio?

La sua.

 
Da madre riconosco in me il bisogno di trasferire nelle mie figlie il senso di appartenenza ad una vita che possa essere vissuta con fierezza, audacia, entusiasmo, valori e fede nelle proprie capacità.
Questo bisogno nasce da piccoli e grandi tasselli di esperienze personali che fanno crescere la convinzione che il mio modello di esistenza sia sufficientemente utile per non fare errori, per non cadere rovinosamente nelle avversità, negli incontri sbagliati, nelle delusioni cocenti.
Il pensiero di una possibile sofferenza in loro, mi inquieta a tal punto da farmi perdere quella necessaria obiettività utile ad analizzare i perché e i per come tale esperienza possa garantire saggezza e lungimiranza e non cicatrici indelebili.
Più volte mi sono misurata con emozioni contrastanti difronte all’impossibilità di sentirmi utile nel momento in cui le mie figlie sono state protagoniste di un ingiuria, un’ingiustizia, un tradimento, una bocciatura, una cattiveria gratuita, un abbandono.
Tutte le volte il mio cuore ha sanguinato in silenzio, e con una morsa allo stomaco ho tergiversato nel gesto, in una parola, in un abbraccio, per paura di essere inopportuna, invadente. Maldestramente ho cercato di barcamenarmi tra il fare qualcosa e il rimanere in disparte attendendo che il tempo riparatore assolva al compito di rimedio lenitivo e curativo.
Una sofferenza totale e paralizzante a volte.
In tali frangenti una sola domanda ha tarlato il mio ruolo di madre…..”cos’è giusto fare?”. E di seguito “ cosa si aspetta che io faccia o dica?”

A distanza di 26 anni dal giorno in cui sono diventata madre per la prima volta, non ho ancora dato una risposta a queste domande.
In tutti questi anni ho maturato sufficienti stati di immobilismo tali da farmi credere di non essere tagliata perché io venga considerata una madre modello pronta a leccare le ferite, abbracciare morbidamente, parlare con delicatezza e comprensione.
Non mi ritengo distaccata o anaffettiva, ma piuttosto una donna che non vuole disturbare, non in grado di risolvere tutti i problemi, piuttosto imbranata nel maneggiare emozioni intense e dolorose.

Nel mio cuore risuona costantemente un brusio di fondo che mi avvolge e mi suggerisce parole di comprensione e complicità verso tre ragazze che si stanno muovendo nella vita con tutto il loro impegno, giudizio e circospezione. Sono donne forti che ballano assieme ai loro difetti, banchettano con i rispettivi errori e brindano al voltare pagina.
Ed io sono una spettatrice privilegiata che assiste in prima fila, e giorno per giorno, alla loro crescita emotiva, fisica, raccogliendo dai margini delle loro esistenze i residui di una sofferenza, le croste di una delusione, l’eco di un dolore.

Hanno bisogno di diventare il vissuto di esperienze che siano il frutto della loro unicità e non il riverbero di ciò che è stato mio o di qualcun altro.
Io sono solo uno dei tanti mezzi attraverso i quali si devono costruire una vita unica e originale.
Non posso e non voglio essere per loro uno specchio nel quale riflettersi e prendere spunto su come fare ad uscire da un covo di spine, ma piuttosto quella pagina bianca dove poter scrivere il loro libero pensiero e la loro strategia per combattere la malvagità e le avversità, quella stanza dove nascondersi quando il disorientamento le travolge con lame affilate.

Vorrei guardarle muoversi con unicità e plasticità, rubargli spunti per migliorare il mio pensiero creativo, accompagnarle come fa l’ombra in un notte piena di stelle, nutrirle di complicità e alleanza, supportarle senza i vincoli di una riconoscenza, liberarle dall’incubo dei sensi di colpa.
Non so come tutto ciò possa conclamarsi senza metterci un pezzetto di me e della mia storia, ma l’impegno è costante, intenso e non mi rimane che fargli il mio più intimo e accorato augurio.
Muovetevi al ritmo del battito del vostro cuore.
Sognate con i vostri desideri e non con le aspettative degli altri.
Ambite alla meta che si addice al vostro limite di possibilità.
E se volete superare quel limite fatelo solo in preda ad una passione e non ad una dimostrazione.
Amate l’amore e non le briciole di ciò che gli altri vi concedono.
Siate sfrontate nel guardare coloro che non vi comprendono e non vi meritano, perché nei loro occhi vi è cecità e ignoranza.
Fermatevi nella disperazione, non per lasciarvi sopraffare ma per trasformarla in un talento.
Ascoltate l’istinto e l’intuito, fedeli compagni nel successo di ogni gesto.

E se vi avanza tempo annusate il vostro fare, colorate il vostro pensiero e tuffatevi nella vita, ma non in quella di colui che vi suggerisce quale sia la migliore, ma in quella che sentite essere il vestito fatto su misura per voi e che indossate con eleganza e onore.

La vostra vita.

Buon viaggio.

Elena

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di paolabonucciwonder@gmail.com paolabonucciwonder@gmail.com ha detto:

    Sempre emozionante Elena anche tu hai scritto sulle pagine bianche che ti ha donato tua madre Lucia! Spero di rincontrarti/vi prestissimo e continuare il mio percorso con te!!! Grazie! Paola

    Paola Bonucci Via Giovanni Torrecremata 18 00151 Roma 336854017 paola.collacciani@fastwebnet.it paolabonucciwonder@gmail.com

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    1. Avatar di elenacianci elenacianci ha detto:

      Un caro saluto Paola!
      E grazie.

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  2. Avatar di Emanuela Emanuela ha detto:

    uh Elena,che augurio! Lo prendo anche come augurio per me “neo-mamma”.
    essendo ancora piccoli mi sembra di poter essere ancora in tempo.
    Loro sono per me quella forza che mi aiuta a non rimandare troppo con me..l’esigere il mio star bene,prendere consapevolezza di me,attraversare il momento da bruco a farfalla..Per poi si,diventare la loro pagina bianca.
    Grazie le tue parole sono un fortissimo aiuto,imput e luce orientativa.

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    1. Avatar di elenacianci elenacianci ha detto:

      Non c’è nessun manuale che ti insegni cosa fare e cosa non fare. Ognuno di noi è quello che ci permettiamo di essere, nel bene e nel male, con coraggio o codardia. Anche gli errori possono offrire l’opportunità di crescere e di elevarsi e i figli di chi ha un cuore aperto lo percepiscono senza condanna.
      Se credi nella libertà colorata dal rispetto allora non puoi sbagliare.
      un abbraccio

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      1. Avatar di Emanuela Emanuela ha detto:

        Grazie.. e la riflessione di questi gg è proprio sugli errori. La paura di sbagliare mi blocca costantemente. Invece pensare che gli errori sono un’opportunità mi incoraggia a lasciarmi andare.
        Ed io ho voglia di essere me nel bene e nel male. Ti abbraccio forte

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  3. Avatar di Yvonne Yvonne ha detto:

    Che emozione…….sono parole che ogni figlia/o avrebbe bisogno di sentirsi dire……le tue ragazze saranno contente perché comprese……♥️

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    1. Avatar di elenacianci elenacianci ha detto:

      Cara Yvonne….non so se le mie figlie possono essere contente di ciò che sono ma nel mio sforzo è il meglio che posso fare. mi auguro che possa bastare.
      Ti abbraccio

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  4. Avatar di Cosetta Cosetta ha detto:

    Parole bellissime che condivido.

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  5. Avatar di Cristina Cristina ha detto:

    Splendido pensiero, Elena! Mi rendo conto che più i figli crescono, più si passa da una fase “operativa” ad “osservativa”, ottima occasione anche per una mamma per assaporare fatiche diverse. Penso che il ruolo e la duttilità di una mamma sia un cuscino di serenità.

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