Il tempo nel corpo

Ci sono due modalità attraverso le quali noi percepiamo,misuriamo e cataloghiamo il tempo.

IL TEMPO SCIENTIFICO, che permette la classificazione degli eventi in modo oggettivo, orologio, calendario, etc.(TEMPO OGGETTIVO)

IL TEMPO PSICOLOGICO, che è il tempo percepito e il conseguente modo personale con cui reagiamo agli accadimenti.(TEMPO SOGGETTIVO)

Entrambi vengono elaborati dal nostro cervello, il quale deve fare uno sforzo importante per gestire le interazioni tra i due.

Lo sforzo più complesso e coinvolgente dal punto di vista del sistema nervoso, è di pertinenza dei neuroni.

Attraverso una serie dii stimoli, immagini, pensieri, ragionamenti i neuroni, che si traducono in sinapsi, ci permettono di percepire COSA stiamo vivendo in quel preciso momento e COME lo stiamo vivendo.

Ciò che accade attorno—fuori di noi—è il COSA

Ciò che percepiamo fisicamente ed emotivamente—dentro di noi—è il COME.

Questo incontro di percezioni/sensazioni DENTRO/FUORI e FUORI/DENTRO, stabilisce lo strumento attraverso il quale noi misuriamo il nostro tempo ma sopratutto la qualità di quest’ultimo.

I neuroni vengono attivati dalla funzionalità sinaptica.

La sinapsi (dal greco συνάπτειν (synàptein), composto da σύν (con) e ἅπτειν (toccare), vale a dire “connettere“) è una struttura altamente specializzata che consente la comunicazione delle cellule del tessuto nervoso tra loro (neuroni) o con altre cellule (cellule muscolari, sensoriali o ghiandole endocrine). Attraverso la trasmissione sinaptica, l’impulso nervoso (potenziale d’azione) può viaggiare da un neurone all’altro o da un neurone a una fibra p. es. muscolare.

Fatta questa brevissima premessa i Neuroni, attraverso il principio funzionale sinaptico, trasformano una sensazione in una percezione che a sua volta diventerà reazione.

I neuroni funzionano se l’ambiente che li accoglie e li sostiene (liquido cerebrospinale o Liquor) mantiene un equilibrio ottimale a far sì che tali funzioni vengano assolte in modo preciso e meticoloso.

Questo habitat neurologico viene in gran parte gestito da cellule che assolvono il compito fondamentale di guardiani del Liquor.

Sono le cellule Gliali o cellule della Glia.

Le cellule gliali permettono la sopravvivenza dei neuroni attraverso un processo nutrizionale, protettivo e coordinante.

In sintesi senza le Glia i neuroni non funzionano!

Ci sono più tipologie di cellule gliali ma le più numerose sono gli ASTROCITI.

Esse permettono la comunicazione elettrica con e tra i neuroni per mezzo di una concentrazione e diluizione di IONI DI SODIO POTASSIO E CALCIO.

Gli Astrociti regolano la fruibilità di sodio potassio e calcio per garantire il funzionamento degli impulsi elettrochimici dei neuroni.

IN SINTESI:

“Il neurone lavora bene se gli astrociti riescono a garantire un ottimo equilibrio IONICO derivato dalla presenza di sodio potassio e calcio, in modo tale che il processo sinaptico avvenga senza nessun problema.”

Le sinapsi sono il sistema comunicativo attraverso il quale noi ci muoviamo nell’ambiente con adattabilità o resistenza.

Più sinapsi vecchie abbiamo e più ripetitivo sarà il nostro modo di reagire agli eventi.

E più vecchie sinapsi abbiamo e più il nostro sistema percettivo si chiude all’intuito e al nuovo.

Ciò vuol dire che nella ripetitività delle nostre azioni, dei nostri pensieri, delle nostre scelte, del nostro vivere quotidiano, il sistema nervoso sinaptico garantisce le funzioni principali che servono al compimento di una routine consolidata, ma deficita nel promuovere nove visioni, nel immaginare scenari diversi, nel sentire il movimento di un’incognita.

FACCIAMO LE STESSE COSE, CON LO STESSO IMPEGNO, CON LA STESSA INTENSITA’, CON LE STESSE TEMPISTICHE!!!!

A lungo andare la ripetitività funzionale dei neuroni, nel farci aderire al nostro MODELLO comportamentale e decisionale, impigrisce il sistema nervoso inducendolo ad una consuetudine dove non c’è spazio per nuovi canali sensoriali e percettivi.

Ed è così che perdiamo inesorabilmente la facoltà di misurare il tempo in modo soggettivo e quindi in modo personale e psicologico.

LE AZIONI, I GESTI, LE PAROLE, I PENSIERI DIVENTANO INCOLORI E PRIVE DI CONSISTENZA UMORALE E TEMPORALE.

Non ci rendiamo più conto di come stiamo facendo qualcosa e tantomeno quanto tempo ci impieghiamo.

IL TEMPO SCORRE SENZA NEMMENO RENDERCENE CONTO!

Sentire i tempo che scorre significa essere dentro al momento che stiamo vivendo! Con il corpo e con i sensi!

Tutto viene misurato, catalogato entro i parametri che le nostre abitudini ci suggeriscono, senza lasciare spazio all’improvvisazione e alle alternative.

Ma avete idea di quante possibilità e alternative può disporre il nostro cervello? INFINITE.

Le cellule Gliali rappresentano nel cervello la parte in continua crescita, stimolano i neuroni a muoversi e ad aprire nuove vie sinaptiche, e queste nuove proposte ci permetterebbero di aumentare la nostra facoltà di reazione agli eventi interni ed esterni a noi.

Ciò vuol dire che più connessioni sinaptiche si formano e più plasticità, capacità di adattamento, e modalità temporali abbiamo di vivere una situazione. Qualunque essa sia!

Se il cervello è più reattivo le nostre azioni avranno a disposizione la possibilità di plasmare il tempo a nostro piacimento!!!!

“LA QUALITA’ DI UN’AZIONE E’ ESPRESSA IN TERMINI DI TEMPO.”

Sia che si tratti di una reazione emotiva sia che si tratti di una reazione fisica.

Quindi le cellule gliali sembra che aumentino la facoltà dei neuroni a creare nuove connessioni favorendo conseguentemente un’estensione delle capacità intuitive, percettive e reattive.

IL TEMPO SCIENTIFICO (Tempo oggettivo) VIENE MISURATO DAI NEURONI.

IL TEMPO PSICOLOGICO/EMOTIVO (tempo soggettivo) VIENE PERCEPITO E MISURATO ATTRAVERSO LA FUNZIONALITA’ DELLE GLIALI.

A questo punto possiamo dedurre che se le cellule gliali assolvono al meglio il loro compito in presenza di una componente chimica basata su sodio potassio e calcio, la carenza di questi ultimi determina un rallentamento della funzionalità gliele con conseguente diminuzione delle facoltà dei neuroni di aprire nuove sinapsi.

ESEMPIO:

Riceviamo uno stimolo ed esso viene tradotto dai neuroni.

Il “come” reagiamo a quello stimolo viene determinato dalla qualità funzionale delle glia.

Esse sostengono i neuroni nella loro reazione primaria e istintiva ma anche nell’enfatizzare lo scambio elettrochimico promuovendo estensioni intuitive, strategie alternative, nuove visioni d’insieme.

Quindi possiamo dire che:

L’INTELLIGENZA è NEUROLOGICA e L’INGEGNO è GLIALE

IL SENTIMENTO è NEUROLOGICO e L’EMOZIONE è GLIALE

L’ANDARE è NEUROLOGICO e L’ANDATURA è GLIALE

LA PERCEZIONE è NEUROLOGICA e LA SENSAZIONE è GLIALE.

I NEURONI COMPONGONO L’ASSE CENTRALE SULLA QUALE CI MUOVIAMO  E LE CELLULE GLIALI SONO LE TENTAZIONI!!!!

la quantità del tempo la danno i neuroni

la qualità del tempo la danno le cellule gliali

Queste ultime alimentano l’intuito, la fantasia, l’ingegno, l’emozione perché favoriscono la nascita di nuove sinapsi.

LE CELLULE GLIALI CI FANNO MISURARE IL TEMPO CHE IMPIEGHIAMO IN OGNI AZIONE DELLA NOSTRA VITA, SIA QUESTA NEGATIVA O POSITIVA, IN MODO TALE DA FARCI CREDERE DI NON AVER PERSO O BUTTATO VIA TEMPO PREZIOSO, IN QUANTO CI FANNO STARE AL CENTRO DELLA NOSTRA ESPERIENZA.

Le cellule gliali sono le disturbatrici!

Le rivoluzionarie!

Le anarchiche.

Sono coloro che ci permettono di non buttare via il nostro tempo migliore, quello che dedichiamo a noi stessi!

Le emozioni giocano un ruolo fondamentale nel rapporto neuroni/glia, e le due emozioni che stabiliscono il nostro modello base comportamentale in rapporto al tempo sono due:

LA PAURA E LA GIOIA.

Tutto il resto è relativo o secondario.

La paura rallenta e chiude

La gioia velocizza e apre

I reni paralizzano e il cuore enfatizza

I reni sono organi che inducono alla conservazione della specie, mentre il cuore è l’organo che induce all’enfasi di una nuova visione aprendoci all’intuizione e all’adattamento plastico in nuovi contesti.

Perché il rigore è dei reni mentre la plasticità è del cuore!!

Ritornando all’aspetto chimico di questo ragionamento, abbiamo visto che l’ottimizzazione funzionale delle cellule gliali avviene in presenza di tre minerali fondamentali per la sopravvivenza dell’essere umano.

Sodio—potassio—calcio.

Metabolicamente essi garantiscono la salute del sistema nervoso, del sistema osseo e del sistema cardiocircolatorio.

E anche qui ritroviamo la presenza di RENI E CUORE.

La paura nei Reni e la gioia nel Cuore.

LA PAURA = IL PASSATO = UN’ANCORA

LA GIOIA = IL FUTURO = L’ARCO CON LA FRECCIA

Al centro ci siamo noi nel presente!

Troppa paura  ancora al passato ma troppa enfasi scaglia nel futuro e lontano dal proprio centro.

In ogni caso non si vive il tempo corrente e presente con il rischio di perdere la magia del momento.

Ecco che abbiamo focalizzato la nostra attenzione sui due principali motivi dei stress:

paura di reagire

ansia da prestazione

La paura di reagire ci costringe a reiterare i gesti, a rimanere inchiodati alle esperienze del passato e inevitabilmente a chiudere le porte all’inconsueto a la nuovo. Viviamo nell’abitudine, nel già visto; dimensione nella quale ci sentiamo al sicuro e tutelati. Lontani da nuovi progetti e sensazionali propositi, e dove il tempo scandisce lentamente i dettagli di consuetudini che ogni giorno si ripetono senza fine.

L’ansia da prestazione proietta la mente e il corpo in un susseguirsi di azioni e reazioni che trasformano il vivere in un continuo “fare”, “fare” e “fare ancora”, imponendo una condizione nella quale non raggiungiamo mai un livello di appagamento tale da farci godere il risultato ottenuto, e perdendo quindi la percezione del piacere di tutto ciò che stiamo facendo nel preciso istante che lo stiamo facendo.

Esempio:

Sto mangiando e penso allo sparecchiare!

Sono in vacanza e penso al mio ritorno!

Sto facendo l’amore e penso a quanti stracci devo stirare!

La nostra esistenza è vissuta con un piede nel passato e con un piede nel futuro.

Ci preoccupiamo di non fare più gli errori del passato concentrandoci sull’organizzazione di un futuro migliore e più gratificante.

Ecco che il tempo si ferma nella paura e accelera spasmodicamente nell’enfasi ansiogena dell’organizzazione futura.

Tutto questo è determinato da un processo educativo basato principalmente sull’intimidazione da un lato, e dall’altro lato sul continuo e incessante spronarsi a fare sempre di più.

Fin da piccoli ci intimidiscono in due modi:

Se ti avventuri oltre il lecito ti fermano!

Se ti crogioli nel non fare niente ti incalzano spronandoti forzatamente all’azione!

Il tutto condito da un’unica affermazione: “E’ PER IL TUO BENE!”

Peccato che il bene sta proprio nel mezzo NEL QUI’ E ORA!

Ritornando al nostro concetto di percezione del tempo abbiamo visto quanto la chimica giochi un ruolo fondamentale nel misurare e nel dare valore al tempo.

E ritornando a parlare di SODIO—POTASSIO—CALCIO, questi fondamentali elementi chimici vengono gestiti dal nostro corpo attraverso la funzionalità di due organi:

I RENI E IL COLON

Nell’assorbimento di tali sostanze avremo questo processo:

le sostanze nutrienti per il nostro sostentamento vengono assorbite dall’intestino tenue, il quale invia meticolosamente, e con grande capacità di discernimento, le varie costituenti nutritive agli organi preposti al loro utilizzo. Nel caso dei minerali essi vengono inviati al colon, il quale garantisce la loro concentrazione captandoli dal contenuto alimentare che transita in esso.Questa facoltà metabolica del colon viene garantita ed ottimizzata da una facoltà prioritaria del colon stesso, e cioè il suo ruolo fondamentale nel disinfettare e purificare le sostanze di scarto, ma ancora nutrienti, attraverso una specifica funzionalità: quella immunologica.

Tanto efficiente è il sistema immunologico del colon, tanto efficiente sarà la captazione dei minerali quali SODIO – POTASSIO – CALCIO.

Dopo essere stati assorbiti dal colon e immessi nel sistema sanguigno, i minerali vengono gestiti, calibrati e dosati dai reni, i quali ne garantiscono la fruibilità nel fabbisogno metabolico quotidiano.

Quindi il colon ASSORBE questi minerali e i reni ne organizzano L’UTILIZZO.

Ora soffermiamomici attentamente sul nostro prezioso Colon:

Sapete qual’è la condizione emotiva ottimale che permette al sistema immunologico del colon di garantire il giusto assorbimento di questi minerali?

                                                                IL PIACERE

Ma se nei distretti intestinali vi sono scritte memorie di ricordi dolorosi, di intenti lasciati in sospeso, di punizioni, di delusioni cocenti, ecco che il sistema difensivo immunologico perde la sua efficenza e a catena, il processo di gestione di questi minerali viene messo a dura prova!

Come viene registrato un ricordo nel colon?

Un ricordo è fatto di uno o più protagonisti, di una scena, di gesti, di parole, di suoni, di odori, di rumori, ma ciò che rimane più impresso di ogni singolo fotogramma di una esperienza sono le sensazioni provate nello stesso istante in cui abbiamo ricevuto l’offesa.

E sono proprio quelle a scatenare una reazione chimica/umorale nei distretti organici più sensibili e reattivi.

La sensazione di disagio, di dolore, di malessere si traduce in contenuto ormonale:

quando pervade il senso di costrizione, di paura, di impotenza, di rabbia contenuta, è perché sono stati prodotti ormoni surrenali come l’adrenalina, la noradrenalina, e il cortisolo.

L’adrenalina e la noradrenalina amplificano le sensazioni di pericolo, paura, ansia e i pensieri ansiogeni, allo stesso tempo contribuendo anche all’accelerazione del battito cardiaco, del ritmo respiratorio, all’aumento della sudorazione e al rallentamento della digestione… ecc. ORMONI CHE PREPARANO ALL’AZIONE DI DIFESA

Il cortisolo, invece, considerato il principale ormone della memoria negativa, è maggiormente responsabile dell’aumento della glicemia, della soppressione dei sistemi digestivo,  immunitario e riproduttivo e del rallentamento del rilascio dell’ormone della crescita. Eccessi livelli di questo ormone possono anche portare a una diminuzione della memoria. ORMONE CHE FISSA L’ESPERIENZA NEL COLON.

Un ricordo negativo si aggrappa alle pareti del colon perché nel suo reagire a questi ormoni, in esso si verificano delle costrizioni della mucosa con relativi spasmi, di cui ne siamo completamente inconsapevoli.

Le pareti interne dell’intestino si infeltriscono, attraverso una vasocotrizione, sempre più in rapporto all’intenzione di difenderci da qualsiasi attacco emotivo negativo.

Nelle prime fasi memorizzative  di un’esperienza dolorosa l’adrenalina e la noradrenalina agiscono per permetterci una reazione a tale affronto, ma se la reazione non è avvenuta, in una seconda fase, che è quella più cronica, il cortisolo permette di far fronte alla sopportazione che si prolunga nel tempo. Ed ecco che il ricordo diventa memoria lesiva che si ancora alle pareti del colon provocandone una reazione immunologica.

Ricordiamoci sempre che gli ormoni surrenali alla lunga sono  immuno-soppressori.

Il  sistema immunologico in questo contesto non potrà godere delle sue proprietà e ridurrà sensibilmente la percezione del piacere in svariate condizioni, portando la mente ad una abitudine emotiva quale l’insoddisfazione.

Anche a fronte di esperienze sensazionali!

In questa condizione l’assorbimento di minerali da parte del colon verrà sensibilmente diminuita innescando un processo vizioso di malcontento e di poca reattività delle cellule gliali e conseguentemente ridotta possibilità da parte dei neuroni nel sondare nuove strategie per evitare di sopravvivere dominati dal malumore e dalla mancanza di coraggio nel cambiare il tempo che si sta vivendo.

Da un lato abbiamo i RENI che ci sostengono nella volontà di andare avanti, e dall’atra il COLON  che ci permette di sopportare il motivo della nostra scontentezza con una percezione al piacere ridotta ai minimi termini.

Non è decisamente un bel quadro!

Questa la sintesi:

Meno piaceri = meno assorbimento di Sodio – Potassio- Calcio da parte del colon

Più paura = più diuresi e meno minerali i Reni riescono a gestire e controllare, quindi meno sodio – potassio – calcio in circolo

Memo concentrazione minerale nel sangue e nel cervello = più umore nefasto e più bramosia di dimostrare quanto si è efficienti, bravi e meritevoli!

Qual’è il risultato?

L’essere dominati dal tempo e non possederlo!

La qualità del tempo che viviamo è strettamente collegata al ricordo che abbiamo di noi stessi nelle varie esperienze di vita vissuta.

I ricordi albergano nel colon e il colon è uno scrigno dove riponiamo il nostro bagaglio emotivo. Di qualunque natura esso sia.

Ma tutto ciò che è stato scritto nel colon non è costretto a rimanervici per sempre.

Il substrato mnemonico di un ricordo si deposita nelle anse intestinali aggrappandosi ai brandelli di tessuto che compongono quest’organo.

Il colon per sua natura contiene, ma questo contenimento è funzionale a far si che la materia contenuta e amalgamata venga utilizzata a scopo benefico e non malefico. E una volta utilizzata, questa materia, deve essere eliminata per lasciare spazio a nuova e nutriente materia.

Pensiero nuovo che ripulisce dal pensiero vecchio!

“IL PENSIERO E’ LA NOSTRA MATERIA EMOTIVA DALLA QUALE DOBBIAMO TRARRE IL SENSO DEL VIVERE NEL NOSTRO TEMPO PERSONALE”

La risultanza negativa di esperienze passate deve essere utilizzata a nostro favore!

                                  MA COME???

Entrare in quel ricordo. In quella esperienza.

E come faccio?

Mi fermo.

Ascolto.

Richiamo il ricordo.

Ne percepisco le emozioni e incomincio ad immaginare.

Poi entro in azione!

Cambio il susseguirsi degli eventi.

Mi sforzo di modificare l’esperienza passata a mio piacimento

Ma non come fosse una possibilità remota, ma come fosse la realtà degli accadimenti!

Vado a prendere quel ricordo e ne modifico i dettagli.

Cambio ambientazione e luogo.

Traccio i contorni di una nuova scena.

Sostituisco i colori. Da freddi a caldi o da caldi a freddi.

Ridisegno le espressioni dei protagonisti di quel ricordo fino quasi a cambiarne i connotati.

E poi come un burattinaio metto in scena uno spettacolo diverso!

Ridipingo il mio tempo passato a mia immagine e somiglianza, cancellando le ombre e illuminando nuovi orizzonti.

Orizzonti che tracciano mille e più possibilità di essere.

Quel ricordo lo trasformiamo nel ritmo che sentiamo essere quello più congeniale al vivere la nostra qualità di vita

E’ UN’IMPRESA!

Complessa, articolata, difficile, dolorosa, ma non impossibile!

E sapete qual’è una delle strategie per riuscire in questa ardua sfida con noi stessi?

Prendere un pezzetto del nostro tempo.

Chiuderlo in una stanza.

Spogliarlo dalle abitudini malsane, e cioè di quelle che mi obbligano ad allontanarmi da me stesso.

Entrare nel ricordo mentre mi sto occupando di me, del mio bisogno.

Facendo cosa?

Facendo ciò che per alcuni frammenti di tempo mi distanzia da tutto ciò che mi circonda.

Immersa completamente nel piacere assoluto, sforzandomi di farlo  riemergere dal sottosuolo per poggiarlo delicatamente tra le mani.

Con cura. Con grazia. Con devozione.

E’ l’interpretazione di quel piacere che permette al colon di ridisegnare una storia diversa. Una storia nuova.

Ed è quella storia nuova che permette ai reni di pacificare il loro compito nel controllare quei maledetti ma importantissimi minerali.

Saranno poi quegli stessi minerali a rinforzare il compito delle cellule gliali, le quali si occuperanno di nutrire il complesso gioco di creazioni di nuove sinapsi attraverso i neuroni.

E poi quei neuroni saranno gli artefici di condurvi fieri e impettiti nello scorrere del tempo.

In un tempo privo di forma.

Di false credenze.

Di abitudini viziate e virtuose.

Per riportarvi a vestire i panni delle vostre qualità, delle vostre risorse, e del vostro pensiero più bello.

Elena

17 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di Gloria Gloria ha detto:

    Grazie Elena ❤

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    1. Avatar di Michela Michela ha detto:

      Elena ti ringrazio infinitamente X questo scritto queste cose le hai dette al congresso Un po’ le avevo scritte un po’ registrate nella “pelle” con tutte le emozioni e sensazione che il congresso ha suscitato ….quindi grazie ancora X questa tua dettagliata spiegazione 😘😘😘

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  2. Avatar di Mario Mario ha detto:

    mariolanci

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  3. Avatar di Mario Mario ha detto:

    Grazie Elena, preziosissima questa tua appendice al Congresso! Mi ci voleva, per cercare di rimettere un poco in ordine i ricordi e gli appunti ( pochissimi, non volevo distrarmi dall’ascolto per non perdere neanche una parola). Ne farò tesoro.

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  4. Avatar di Fulvia Nencetti Fulvia Nencetti ha detto:

    Tesoro inestimabile .Grazie Elena grazie .😍❤❤

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  5. Avatar di Raffaella Nolli Raffaella Nolli ha detto:

    Fantastico Elena 💫💫 grazie ❤️

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  6. Avatar di Yvonne Yvonne ha detto:

    Esterefatta da questo grande regalo…….il cuore ringrazia e le Glia danzano leggere nel piacere di questo dono……♥️

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  7. Avatar di Filo Filo ha detto:

    Un dono grande
    Un regalo di infinite possibilità con una cura certosina..il tuo sapere la tua conoscenza attraverso le tue esperienze!!!
    MI hai dato una visione di un corpo fisico e psichico con un “Forse”…
    Un forse che apre,porte che non sapevo di avere…dei battiti nuovi albergano il mio cuore!!!
    Grazie per ciò che fai!!
    Ti abbraccio ❤
    Filo

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  8. Avatar di Luciana Iovene Luciana Iovene ha detto:

    Grazie di cuore

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  9. Avatar di Luciana Iovene Luciana Iovene ha detto:

    Un dono prezioso da custodire nel cuore

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  10. Avatar di Mirella Mirella ha detto:

    Grazie per quello che mi hai donato, ne farò tesoro❤️❤️❤️❤️❤️🌹🌹🌹🌹🌹

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  11. Avatar di simona simona ha detto:

    Infinitamente grazie, un Dono meraviglioso☆☆☆☆☆♡.
    Le tue parole hanno creato un fermento di ricordi celati in uno scrigno. Tornando a casa lunedi mi chiedevo: Come faccio ad entrare, come cambiare il ricordo?.
    Giovedi sera eccolo dietro l’angolo che si presenta con la sua veste di giudice inquisitore, eccolo con il dito puntato contro di me. Ecco qui il primo ricordo dell’infanzia…… ora quel ricordo ha un vestito nuovo, un colore brillante. L’ho preso per mano e dopo avergli detto grazie si è dissolto….. wow che PACE.
    Questo è solo l’inizio di un cambiamento ed avere pietà di di me.
    Un abbraccio🙋😘👣

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  12. Avatar di Angela Angela ha detto:

    Oltre ad essere un meraviglioso dono,questo gesto dimostra la tua grande generosità nei nostri confronti…è comunque dare un pezzo di sé senza riserve.
    Grazie di cuore Elena

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  13. Avatar di Emanuela Emanuela ha detto:

    Ancora una volta ho rimandato. tornata a casa mi sono lasciata travolgere dagli eventi. ma proprio ieri,davanti ad una lotta tra la vita e la morte,tutti erano ansiosi ed io l’unica calma e serena.
    Ho cercato di mettere in pratica il qui e ora in un momento estremo e gioivo nel sentire una consapevolezza nuova. ero quasi imbarazzata. Ora voglio trascrivere il tuo dono sul mio quaderno..Mi sembra di sentire la tua voce. Grazie della tua generosità. Manu

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  14. Avatar di Maurizio Maurizio ha detto:

    Un bellissimo e utilissimo regalo inaspettato . Grazie di cuore Elena

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  15. Avatar di Ambra Bucci Ambra Bucci ha detto:

    Sono felice di essermi presa il tempo per leggerti! Cercherò di cambiare i miei ricordi per non dover continuare a dimostrare… grazie Elena

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  16. Avatar di VIVIANA VIVIANA ha detto:

    Sei tra le poche persone dal cuore puro che io abbia mai avuto il privilegio di incontrare.
    La bellezza della tua anima è disarmante… ti ringrazio per il tuo desiderio di condividere con immensa generosità e grandezza d’animo ciò che altri avrebbero custodito avidamente nel loro egoismo…
    La purezza del cuore è una qualità rara.
    Oggi ne sono ancor più consapevole.
    Grazie.

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