Un tempo dimenticato

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Il tempo è composto da immagini che scorrono negli spazi della nostra mente.

Tutti i suoi fotogrammi sono scanditi dai pulsanti battiti di un ritmo atavico.

Ed è con essi che ci affacciamo prepotentemente nelle sfumature di una vita fatta di corse, arresti, salti nel vuoto e qualche volo leggero.

Il nostro sguardo coglie gli attimi di storie che si ripetono per conclamare il nostro esistere ma che a volte si annunciano nel nuovo e sconosciuto vivere per regalarci l’emozione dell’inconsueto stupore.

Camminiamo, corriamo,  inciampando solo dove dobbiamo fermare tutti quei gesti che per lungo tempo si sono susseguiti in una scia troppo grande da gestire e sopportare sulle nostre braccia.

Braccia che sono state addestrate a dirigere movimenti plateali e scenografie di racconti a volte banali , scontate, e prive di amor proprio.

Mettiamo in scena uno spettacolo suddiviso in tempi che molto spesso non compiacciono il nostro disilluso cuore, il quale fa tesoro di tutte quelle piccole pause in cui il fiato riprende il suo ritmo, lo abbraccia e se lo tiene stretto al petto.

In quel momento di assoluto silenzio dell’anima, la mente trova una pace delicata, quella pace che si muove nella pancia con struggente calore, tanto da farci innamorare di nuovo del nostro sentire, del nostro essere.

Una comunione di intenti e sensazioni che si fondono nel sangue rinnovando in esso il progetto per il quale siamo stati annunciati al mondo e alla vita.

Ognuno di noi cela nelle viscere il suo prezioso tempo, tempo per riuscire a osservare e non per vedere, tempo per ascoltare e non per udire, tempo per abbracciare e non per toccare, tempo per gustare e non per mangiare, tempo per percepire e  non per annusare.

Cè un tempo laborioso.

E’ in quel tempo che il costruire si fa castello, i propositi diventano azioni, e il fare disegna sui nostri contorni la prova tangibile di un sacrificio, di un lavoro fatto con amore, di un intento che si è trasformato in mirabile architettura di quel sentimento nascosto nelle pieghe di un’idea. Nascosto perché ardito, impetuoso, intriso di operosità che a volte viene additata, contrastata. Ma è qui che il coraggio del fare nel tempo a venire ti concede un grande dono. Quello della concretezza.

C’è un tempo ardente.

Dove finalmente vi si brucia l’intenzione, e dove i mirabolanti propositi si consumano per divenire nutriente cenere. In questo concitato scorrere il tempo ossida i residui di inconcludenze lasciate a metà strada, tra il pensiero e il fare. Ed è qui che trovano soluzione e compimento. Con la velocità di una fiamma guizzante e con il riverbero di un fuoco riparatore. Per arrivare al centro di noi stessi. Dentro al cuore.

C’è un tempo diluito.

Un tempo quasi liquido, composto da umori lenti, protettivi e rasserenanti. Una lentezza avvolgente, utile a ridurre lo spasmo di un ardore troppo acceso, ma anche capace di contenere gli sprechi di minuti preziosi. Tutti quei frammenti di tempo che, raccolti con cura, ridiventano lo scandire di un saggio cammino verso il proprio spazio. Verso casa. Verso se stessi.

C’è un tempo fugace.

Un istante nel quale spogliarsi dei fardelli di uno spazio non occupato. Nel quale potersi liberare di  tutte quelle volte in cui l’approssimazione ha invaso il passo leggero lasciandoci i pesanti residui di una vita troppo piena e claudicante. Dove la leggerezza insegna a toccare il cielo per non dimenticare la natura all’anima. Anima che è respiro. E’ polvere di essenza. E’ un battito d’ali sopra ogni cosa. Un rifugio nei pensieri di libertà.

C’è un tempo intuitivo.

Dove la forma diventa sentire. E dove quel sentire dilaga prorompente oltre ogni confine dell’immaginabile. In una dimensione fatta di proiezioni fantasiose, utili a colorare il vivere con sfumature inconsuete, e per riproporre alla mente fotografie di un tempo diverso nel quale ritornare ad annusare un’animalità dimenticata nell’antico istinto. E’ qui che il sovrannaturale regna sovrano per indicarci nuovi orizzonti da calpestare con temerarietà e sorprendente stupore. Per andare al di di là. Al di là di un pensiero comune.

E alla fine c’è un tempo speciale, prezioso, unico.

Quello che abbiamo riposto così bene in fondo ad un cassetto tanto da non  riuscire a trovarlo più.

Quello scorrere di istanti brucianti di passione e amore.

Quello sbattere di porte per uscire e non tornare più.

Quello scalpitio di fronte all’attesa di un abbraccio troppo lontano.

Quel fermento nel trascorrere il momento fatto di ricordi e suggestioni.

Quel pezzetto di tempo che porta il nome più bello.

Il tuo.

  

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Avatar di Gloria Gloria ha detto:

    Nutrimento puro.. grazie ❤

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